
21 luglio 2010
Il contesto economico e strutturale è in forte evoluzione a causa del combinarsi della crisi economica e finanziaria con quella energetica.
Nuove tecnologie, nuovi materiali e nuove fonti energetiche: uno sguardo concreto al mondo che ci sta intorno per cogliere nuove opportunità. I materiali e l’innovazione di prodotto nel nuovo contesto della bioeconomia sono il cuore dell’evento organizzato da Unindustria Treviso e Start Innovation in occasione della visita di un gruppo di aziende del TIS di Bolzano al distretto Sportsystem di Montebelluna.
Non si impara ad essere un leader; ma si può imparare ad essere innovativi. L’imprenditorialità innovativa non è una predisposizione genetica, non è una caratteristica innata nelle persone: è l’insieme di cinque abilità, cinque competenze che possono essere studiate e affinate nel tempo. Questa è la scoperta della ricerca condotta dal Dr. Jeffrey H. Dyer, professore di strategia al Marriott BYU School of Business.
“Le abitudini dei grandi leader innovativi sono il fondamento del loro pensiero creativo,” sostiene Dyer. “La ricerca che abbiamo condotto dimostra che sono cinque principali competenze che distinguono gli imprenditori che si possono definire innovativi dagli altri.”
Le cinque competenze-chiave identificate nella ricerca di Dyer sono:
Relazione: questa abilità cognitiva è la spina dorsale del processo creativo. La relazione è innescata dalle altre quattro competenze evidenziate dalla ricerca. E’ la capacità di prendere due oggetti o due idee apparentemente non correlati tra loro e sintetizzarli per creare una nuova innovazione.
Mettersi in discussione: per trovare le risposte giuste, un dirigente innovativo deve possedere la capacità di porre le domande giuste, di pensare fuori dagli schemi e di accettare tutti gli imprevisti e i rischi che ne deriveranno.