15 nov 2011
Categories: Innovazione, News Posted By: admin

olio di ricino15/11/2011

Il settore delle materie plastiche è sicuramente quello in cui le evoluzioni recenti sono più ampie e di maggior impatto per l’economia di tutta la filiera produttiva. Il fenomeno principale di questi cambiamenti è legato al ciclo del petrolio per 2 ragioni fondamentali: gli ultimi 50 anni sono stati caratterizzarti da diverse guerre nel mondo per il controllo del greggio e questo crea continue tensioni nei prezzi dei derivati e quindi nel mercato della chimica delle materie prime; in secondo luogo sta prendendo forma in maniera evidente la politica industriale di sviluppo dei petrolchimici “a bocca di pozzo” avviata dai paesi mediorientali con l’intento di trasformarsi da estrattori di petrolio a produttori di materie prime.

Inoltre possiamo prendere in considerazione il fatto che la produzione di alcune famiglie di materiali sono controllate da poche aziende, come avviene ad esempio nel caso del PA 6.6. Queste aziende, a fronte di grandi volumi produttivi, garantiscono standard qualitativi elevati e sono in grado di imporre prezzi più elevati, proprio perché l’offerta è limitata. Questi fenomeni economici hanno spinto già da anni le principali multinazionali dei polimeri ad intraprendere la via delle fonti alternative ed è così nato il fenomeno macroscopico dei biopolimeri che oggi sta crescendo a livello mediatico per via della crisi energetica e della crescente sensibilità verso le problematiche ambientali. Ma dietro a tutto, come detto, c’è una chiara strategia di sviluppo economico diversificato.

I biopolimeri derivati da risorse rinnovabili disponibili sul mercato sono oggi materiali competitivi dal punto di vista prestazionale rispetto ai polimeri tradizionali e sempre più spesso si inizia a guardare a questi anche da un punto di vista tecnico ingegneristico in termini di qualità di performance e versatilità di applicazioni. Tra questi tipi di biopolimeri è significativo prendere in considerazione le poliammidi derivate totalmente o parzialmente da olio vegetale di ricino. L’olio di ricino è una delle maggiori basi di partenza con cui si realizzano i diversi bio-polimeri. Esso è un estere formato fa acidi grassi e glicerina.

Per quanto concerne le caratteristiche meccaniche dalla tabella sottostante si può notare come esse non discostino dai valori nominali delle tradizionali PA derivate da fonti petrolchimiche.

PA fonte rinnovabile_2

Nella tabella sotto riportata è possibile vedere le poliammidi parzialmente o totalmente derivate da  fonti rinnovabili commercialmente disponibili e le poliammidi che potenzialmente potrebbero essere messe sul mercato in futuro.

PA fonte rinnovabile.png

Vi sono inoltre numerosi studi per la produzione di acido adipico via fermentazione di zuccheri. Se questo processo porterà a produrre acido adipico su scala industriale si potrà produrre PA66 parzialmente da fonte rinnovabile. Studi sono in corso anche per la produzione di acido azelaico da acido oleico. Anche per la produzione di ε-caprolattame, monomero per la produzione della PA6, vi sono molti studi partendo da glucosio.

 

Il successo di un prodotto dipende molto dalla scelta dei materiali: non rischiare, affidati sempre agli esperti!

Se vuoi saperne di più contattaci!

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